Puglia, via libera alla legge sugli affitti brevi: più poteri ai sindaci per tutelare i residenti
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato oggi una nuova e significativa normativa sulle locazioni turistiche, nota come la legge affitti brevi Puglia. Questa misura, identificata come disegno di legge n. 76 del 19 maggio 2026, mira a ridefinire il panorama degli affitti a breve termine nella regione, conferendo ai Comuni la facoltà di introdurre regole specifiche. L’obiettivo principale è triplice: garantire una fruizione turistica corretta del territorio, proteggere il tessuto sociale dei centri abitati e assicurare la disponibilità di alloggi a lungo termine a prezzi accessibili per i residenti.

Il presidente della Regione, Decaro, ha sottolineato l’importanza di questa legge per la popolazione più fragile, mentre l’assessora alle Politiche abitative, Leuzzi, ha evidenziato la necessità di ristabilire un equilibrio tra il mercato e il diritto all’abitare. La normativa è stata concepita per prevenire il fenomeno dell’overtourism e sostenere uno sviluppo turistico che metta al centro non solo i visitatori, ma anche chi abita la regione.
I nuovi poteri dei Comuni e le attività interessate
La nuova legge conferisce ai Comuni a più alta densità turistica, individuati secondo la classificazione ISTAT, e a tutti i capoluoghi di provincia, la possibilità di definire, tramite un proprio regolamento, criteri e limiti specifici per le attività di locazione turistica. Questo potere si estende sia alle forme imprenditoriali sia a quelle non imprenditoriali. I Comuni potranno, ad esempio, stabilire un rapporto tra il numero di posti letto e la popolazione residente, considerare la capacità ricettiva delle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, e definire requisiti di qualità per gli immobili, come l’accessibilità, gli standard igienico-sanitari e la connettività.
È fondamentale chiarire che la disciplina regionale si applica a tutte le locazioni turistiche, sia quelle gestite in forma imprenditoriale sia quelle non imprenditoriali, ma esclude esplicitamente chi affitta la propria residenza principale. Questa scelta si allinea alla proposta di Regolamento europeo noto come Affordable Housing Act, che prevede un trattamento differenziato per gli affitti della residenza principale dell’host. Pertanto, coloro che affittano la casa in cui vivono, spesso per integrare il reddito, non saranno interessati dai limiti comunali. La legge non riguarda, quindi, solo le nuove aziende o attività, ma l’intero settore delle locazioni turistiche, con l’importante eccezione delle prime case.
Procedure e Comuni coinvolti nella regolamentazione
Per avviare l’attività di locazione turistica, chi opera in forma imprenditoriale dovrà presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), mentre chi opera in forma non imprenditoriale dovrà presentare una CIA (Comunicazione di Inizio Attività). Entrambe le pratiche dovranno essere inviate esclusivamente online allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui si trova l’immobile. Le comunicazioni attesteranno il possesso dei requisiti soggettivi, l’agibilità dell’immobile e le informazioni sulla capacità ricettiva e l’accessibilità.
La legge conferma inoltre la Banca dati regionale delle strutture ricettive e delle locazioni turistiche, che attribuirà il Codice Identificativo Regionale (CIR) a seguito di registrazione su un’apposita piattaforma. Questo sistema opererà in interoperabilità con la Banca dati nazionale, garantendo trasparenza e monitoraggio dell’offerta turistica. I Comuni che potranno esercitare questi nuovi poteri sono quelli classificati ad alta intensità turistica, tra cui Isole Tremiti, Vieste, Alberobello, Bari, Polignano a Mare, Gallipoli, Lecce, Otranto, Porto Cesareo, e tutti i capoluoghi di provincia come Foggia, Barletta, Andria, Trani, Taranto e Brindisi, per un totale di 40 Comuni.
Questa normativa rappresenta un passo significativo per la Puglia, che intende promuovere un turismo sostenibile e responsabile, preservando al contempo il diritto all’abitare dei suoi cittadini e garantendo un equilibrio tra mercato e rendita nel settore immobiliare.
