Smascherata nel Foggiano la truffa dei finti medium per animali: sfruttato l'affetto dei padroni
Una singolare e cinica truffa dei finti medium per animali è stata recentemente smascherata nel Foggiano, rivelando un meccanismo che faceva leva sul dolore e sulla vulnerabilità emotiva di chi aveva da poco perso il proprio amico a quattro zampe. A far crollare il castello di menzogne, come un fulmine a ciel sereno, è stato il raglio di un asino, inviato per errore via WhatsApp al posto del presunto abbaiare di un cane defunto. La denuncia di questo raggiro, che prometteva di far comunicare i padroni in lutto con i propri cani e gatti defunti attraverso sedute spiritiche online e finti messaggi dall’aldilà, è giunta dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), che ha acceso i riflettori su un fenomeno preoccupante e diffuso.
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Il cinico sfruttamento dell’affetto per gli animali
Il sistema fraudolento, meticolosamente ricostruito dall’Aidaa, prevedeva l’organizzazione di incontri a distanza a pagamento, dove i sedicenti sensitivi si proponevano come intermediari tra il mondo dei vivi e quello degli animali scomparsi. Per rendere credibile la messinscena e alimentare la speranza delle vittime, i truffatori inviavano via chat rumori e versi, spacciati per autentiche comunicazioni paranormali provenienti dagli animali trapassati. Le tariffe per accedere a queste false esperienze non erano affatto irrisorie: si aggiravano attorno ai 200 euro, toccando in alcuni casi picchi di 250 euro. Queste somme dovevano essere saldate preventivamente tramite sistemi di pagamento online, un dettaglio che rendeva ancora più difficile per le vittime recuperare il denaro una volta scoperto l’inganno. Un vero e proprio sfruttamento dell’affetto per gli animali, trasformato in un lucroso business illecito.
Il raglio che ha svelato la rete di truffatori estesa a livello nazionale
Il maldestro scambio del file audio, con il distintivo raglio di un asino al posto del miagolio o dell’abbaiare atteso, ha tuttavia compromesso irrimediabilmente il meccanismo, facendo saltare la copertura dei finti medium. L’Associazione italiana difesa animali e ambiente ha già raccolto i racconti dettagliati di almeno tre persone cadute nella rete in diverse aree d’Italia: una residente proprio a Foggia, una ad Ancona e un’altra in Piemonte. La distanza geografica tra i luoghi delle segnalazioni fa purtroppo temere l’esistenza di un fenomeno truffaldino ben più esteso, operante su scala nazionale e con ramificazioni ancora da scoprire. Questo suggerisce una rete di truffatori estesa a livello nazionale, che agisce con una certa organizzazione.
L’Aidaa, di fronte a questa allarmante situazione, ha lanciato un appello urgente a chiunque sia rimasto vittima di questo spregevole raggiro. L’associazione invita a presentare immediatamente denuncia alle forze dell’ordine, conservando con la massima cura tutte le prove a disposizione: dalle ricevute dei bonifici effettuati ai messaggi vocali e alle conversazioni intrattenute con i truffatori. Solo attraverso la collaborazione delle vittime sarà possibile smantellare completamente questa rete e impedire che altri cadano nella trappola di chi specula sul dolore e sull’amore incondizionato per i propri animali domestici.
