Assalti ai bancomat, smantellata la "banda della marmotta": 5 fermi nel Foggiano, sequestrati esplosivi e armi
Operazione dei Carabinieri coordinata dalla Procura di Foggia. Base operativa a Borgo Mezzanone, colpi in tutta Italia. Sventati 16 tentativi grazie alla prevenzione
FOGGIA – Una banda di giovanissimi specializzata negli assalti esplosivi ai bancomat è stata sgominata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia. L’operazione, coordinata dal Procuratore Enrico Infante e dal Pubblico Ministero Bray, si è conclusa con cinque fermi di indiziato di delitto, tre dei quali hanno portato all’arresto in carcere.
Chi sono gli arrestati
In manette sono finiti Ivan Ameri, ventenne di Borgo Mezzanone, e Giovanni Di Gennaro, ventisei anni di Carapelle, i cui arresti sono stati convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia. Un terzo soggetto, Mattia Gervasio di Orta Nova, è stato fermato a Catania e la sua posizione è stata vagliata dal GIP competente del capoluogo siciliano.
“Per le posizioni rigettate abbiamo già proposto appello”, ha precisato il Procuratore Infante durante la conferenza stampa che ha illustrato i dettagli dell’operazione. Altre tredici persone – undici della provincia di Foggia e due rispettivamente delle province di Campobasso e Barletta-Andria-Trani – sono indagate a piede libero nello stesso fascicolo.
“Ho due squadre sotto la mia direzione”
“Ho due squadre sotto la mia direzione, una qui e l’altra a Carapelle”: è questa l’intercettazione telefonica che ha svelato l’organizzazione della banda. Il presunto capo del gruppo coordinava infatti due distinte squadre operative, una con base a Borgo Mezzanone e l’altra a Carapelle, pronte a colpire in qualsiasi momento.
Il gruppo criminale era composto interamente da giovani e giovanissimi, tutti nati tra il 2000 e il 2006, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata ai furti aggravati dall’utilizzo di materiale esplosivo, violazione della legge sulle armi, ricettazione e riciclaggio.
La tecnica della “marmotta esplosiva”
Il modus operandi della banda seguiva uno schema preciso e organizzato. Gli indagati utilizzavano autovetture di grossa cilindrata, rubate e con targhe clonate oppure noleggiate a Cerignola, per gli spostamenti. Per gli assalti ricorrevano alla cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale ad elevato potere esplosivo che, inserito nelle bocchette degli sportelli ATM, provocava violente detonazioni in grado non solo di aprire le casseforti contenenti il denaro, ma anche di danneggiare gravemente le strutture e i fabbricati circostanti.
“Purtroppo questa tecnica è ampiamente utilizzata da giovanissimi che vi ricorrono con fin troppa facilità, mettendo in grave pericolo sé stessi, gli edifici colpiti e le comunità”, ha stigmatizzato il Procuratore Infante, sottolineando come intere comunità siano rimaste “orfane” di servizi bancari essenziali per settimane o mesi.
Ruoli precisi e professionalità criminale
L’organizzazione criminale disponeva di specifiche professionalità e competenze, con un’attenta pianificazione delle operazioni. Ogni membro aveva un ruolo preassegnato: autisti, vedette, staffettisti ed esecutori con compiti operativi e logistici. Una struttura quasi militare che garantiva efficienza e rapidità d’azione.
Cinque colpi accertati, bottino da 40mila euro
Il decreto di fermo, resosi necessario per scongiurare il pericolo di fuga degli indagati, riguarda cinque assalti tra consumati e tentati, compiuti nei mesi di settembre e ottobre 2025 in diverse regioni italiane: Puglia (province di Foggia, Taranto e Lecce), Campania (provincia di Benevento) e Marche (provincia di Macerata). Il bottino complessivo è stato stimato in circa 40.000 euro.
Sequestrati armi ed esplosivi
Durante le perquisizioni effettuate contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, i Carabinieri hanno sequestrato una pistola clandestina e candelotti esplosivi, potenzialmente utilizzabili per il confezionamento di nuovi ordigni. Un arsenale che dimostra la pericolosità del gruppo e le intenzioni di proseguire l’attività criminale.
Sedici colpi sventati dalla prevenzione
“È vero che c’è un fenomeno grave, diffuso e preoccupante”, ha ammesso il Procuratore Infante. “Ma è altrettanto vero che c’è la massima reattività e attenzione da parte di tutte le forze di polizia sul territorio”.
I dati confermano l’efficacia dell’attività preventiva: negli ultimi mesi i Carabinieri, in collaborazione con le diramazioni dell’Arma competenti sui diversi territori, hanno effettuato servizi di controllo in numerose località del centro-sud Italia (province di Frosinone, Lecce, Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Campobasso, Napoli, Prato, Pistoia), tracciando i movimenti degli indagati. Questa attività ha permesso di scongiurare in almeno sedici occasioni possibili tentativi di assalto a sportelli bancari.
Un’emergenza regionale
L’operazione si inserisce nel contrasto a un fenomeno ormai emergenziale in Puglia e nel Foggiano. Dall’inizio del 2026 ad oggi, nella provincia di Foggia si contano già cinque attacchi con esplosivo (tra tentati e consumati) in danno di istituti di credito; nell’anno 2025 erano stati almeno una ventina, dato che si triplica se valutato su scala regionale.
Gli inquirenti escludono l’esistenza di una centrale operativa unica o di una regia superiore: si tratterebbe invece di diverse “batterie” autonome e slegate tra loro che operano sul territorio anche extraregionale. Una di queste è proprio quella smantellata a Borgo Mezzanone.
Le indagini
L’inchiesta è stata avviata nel settembre 2025 in risposta a una serie di furti ai danni di istituti di credito e postali commessi su tutto il territorio nazionale. Le investigazioni hanno permesso di individuare l’organizzazione criminale con base logistica in provincia di Foggia, tra i comuni di Cerignola, Orta Nova e Carapelle.
Il lavoro investigativo, condotto attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti e analisi dei flussi finanziari, ha consentito di ricostruire l’intera rete criminale e di bloccare una delle bande più attive nel panorama degli assalti esplosivi ai bancomat del centro-sud Italia.
