Assalto da film sulla Brindisi-Lecce: banda armata attacca portavalori con esplosivo. Fermati due foggiani
Assalto da film sulla Brindisi-Lecce: banda armata attacca portavalori con esplosivo. Fermati due foggiani
Bloccata la superstrada all’altezza di Tuturano. Rapinata un’auto a una studentessa in fuga verso l’università. Inseguimento nelle campagne di Squinzano
TUTURANO (Brindisi) – Un assalto degno di un film d’azione quello messo a segno questa mattina sulla superstrada che collega Brindisi a Lecce, all’altezza di Tuturano. Una banda composta da almeno sei persone, tutte a volto coperto e pesantemente armate, ha orchestrato un attacco a un furgone portavalori utilizzando metodi da commando militare.
L’operazione criminale è iniziata intorno alle prime ore della mattinata, quando i malviventi hanno bloccato completamente la carreggiata posizionando diverse automobili di traverso, impedendo il passaggio del traffico. Le immagini riprese da alcuni automobilisti di passaggio e rapidamente condivise sui social network mostrano scene impressionanti: almeno sei persone in azione, alcune con indosso tute bianche protettive, tutte armate e con il volto coperto.
L’esplosione e il caos
Il momento clou dell’assalto è stato l’utilizzo di esplosivo per far saltare il portavalori. Una deflagrazione violenta che ha seminato il panico tra gli automobilisti presenti sulla superstrada in quel momento. Nei video si vedono chiaramente i banditi agire con estrema coordinazione, segno di una pianificazione accurata dell’azione criminale.
Un elemento particolarmente inquietante è emerso durante le indagini: la banda avrebbe utilizzato automobili dotate di lampeggianti per camuffarle come veicoli civili in servizio alle forze di polizia. Un espediente che avrebbe dovuto facilitare la fuga e confondere eventuali testimoni.
La rapina alla studentessa
Durante la concitata fase di fuga, i malviventi hanno compiuto un’ulteriore azione criminale che ha suscitato particolare sdegno. Una giovane studentessa universitaria, che stava percorrendo la superstrada per recarsi all’università, è stata fermata e rapinata della propria automobile. La ragazza è stata fatta scendere con la forza dal suo veicolo, che è stato poi utilizzato da una parte della banda per dileguarsi.
L’episodio ha suscitato la ferma condanna del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli, che ha espresso “particolare vicinanza” alla studentessa e ha voluto pubblicamente ringraziare i carabinieri “che hanno affrontato il commando armato con straordinario senso del dovere, rischiando concretamente la vita”.
L’inseguimento e i fermi
Nonostante la spettacolarità e l’apparente efficacia del piano criminale, la rapina non è stata portata a termine. Le forze dell’ordine, allertate immediatamente, hanno avviato una caccia all’uomo su tutto il territorio. I carabinieri del comando provinciale di Lecce si sono messi sulle tracce dei fuggitivi, dando vita a un inseguimento che si è concluso nelle campagne di Squinzano.
Due membri della banda, entrambi originari della provincia di Foggia, sono stati fermati al termine di un inseguimento serrato. I due, ormai disarmati ma ancora con il volto travisato, tentavano di fuggire a piedi attraverso le campagne quando sono stati bloccati dai militari dell’Arma.
Un modus operandi preoccupante
L’assalto di questa mattina richiama alla mente altri colpi simili avvenuti negli ultimi anni nel Sud Italia, caratterizzati da un alto livello di organizzazione e dall’uso di mezzi e metodi paramilitari. L’utilizzo di esplosivi, armi da guerra, veicoli camuffati e la capacità di coordinare simultaneamente più persone in un’azione complessa fanno pensare a una banda criminale ben strutturata e con esperienza in questo tipo di operazioni.
Le indagini proseguono serrate per identificare gli altri componenti della banda ancora in fuga e per ricostruire l’intera dinamica dell’assalto. Gli inquirenti stanno analizzando i numerosi video girati dai testimoni e le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.
La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per rapina aggravata, sequestro di persona, porto abusivo di armi ed esplosivi. I due fermati sono attualmente interrogati dagli investigatori, che sperano di ottenere elementi utili per risalire agli altri membri della banda e recuperare eventuale refurtiva.
L’episodio ha destato forte preoccupazione tra le autorità locali e riaccende il dibattito sulla sicurezza dei trasporti valori e sulla necessità di un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine per prevenire questo tipo di azioni criminali sempre più audaci e pericolose.
