Capitanata sotto assedio per gli incendi: l'allarme di Marasco. «Vigili del Fuoco allo stremo, serve un potenziamento immediato»
FOGGIA – L’estate 2026 non e’ ancora iniziata, ma la Provincia di Foggia si trova già a fare i conti con l’incubo incendi. A lanciare un grido d’allarme duro e dettagliato è Giuseppe Marasco, consigliere comunale di Manfredonia e Comandante Nazionale del Corpo Volontari CIVILIS (Ispettori Ambientali Territoriali Forestali). Al centro della denuncia, un paradosso insostenibile: a fronte di un aumento vertiginoso dei roghi sul territorio, l’organico dei Vigili del Fuoco rimane gravemente sottodimensionato.
Il caso: ettari di grano in fiamme sulla SP 79 e i ritardi nei soccorsi
L’ultima emergenza in ordine di tempo si è verificata ieri pomeriggio lungo la Strada Provinciale 79, nel tratto compreso tra Carapelle e Ordona. Un incendio di vaste proporzioni ha letteralmente divorato ettari di grano maturo pronto per la mietitura, distruggendo alberature e mettendo a rischio la viabilità a causa di una densa coltre di fumo.
«Ho personalmente allertato il 112 – denuncia Marasco – ma abbiamo dovuto attendere ore prima dell’intervento. È una vergogna che nel 2026, con temperature record e lo stato di massima allerta, si debba assistere a simili ritardi. Il grano ridotto in cenere rappresenta un danno economico e morale immenso per i nostri agricoltori».
La colpa, precisa il comandante della CIVILIS, non è degli operatori sul campo, definiti “eroi, non supereroi”, ma di una strutturale carenza di uomini e mezzi capaci di coprire un territorio vastissimo.
Un territorio immenso e presìdi allo stremo
La Provincia di Foggia è la più estesa della Puglia e presenta una varietà morfologica che va dai boschi del Gargano alle immense distese del Tavoliere, a cui si aggiunge la piaga delle discariche abusive date alle fiamme. Secondo Marasco, i distaccamenti di Foggia, Manfredonia, San Severo e Cerignola sono ormai al collasso, costretti a turni massacranti e a continui spostamenti da un capo all’altro della provincia.
Ogni minuto di ritardo, in una situazione del genere, si traduce in ettari di terra bruciati, case minacciate e gravi rischi sia per i cittadini che per gli stessi Ispettori Ambientali che spesso arrivano per primi sulle scene dei roghi.
