Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha chiesto a tutti i dirigenti e dipendenti regionali, incluse agenzie e società partecipate, di interrompere ogni tipo di rapporto con il Governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu.
La decisione arriva con una comunicazione ufficiale nella quale Emiliano sottolinea che il provvedimento non è rivolto al popolo israeliano, ma rappresenta una chiara presa di posizione contro il governo attuale di Tel Aviv, accusato di portare avanti “il genocidio di civili palestinesi” nella Striscia di Gaza.
“L'amarezza per l'irresponsabilità e il cinismo con i quali Netanyahu procede in un attacco crudele contro l'intera popolazione palestinese, esponendo peraltro i suoi connazionali e gli ebrei del mondo ad un enorme pericolo, ci obbliga a condannare, senza alcuna attenuante, l'orribile strage di civili a Gaza, cinicamente eseguita con mezzi militari sproporzionati e violando tutti i diritti umani di una inerme popolazione che aspira alla libertà ed alla nascita di un proprio Stato. Anche la larga e diffusa volontà di non ledere la lotta strenua contro l’antisemitismo, non giustifica il silenzio del mondo sull’uccisione indiscriminata e sul blocco di viveri ed acqua in atto a Gaza, destinata soltanto a fomentare odio e terrorismo nelle generazioni future. La necessaria lotta ad Hamas e la liberazione di tutti gli ostaggi israeliani possono essere perseguite solo secondo le regole internazionali e non possono giustificare lo sterminio sistematico della popolazione palestinese.”
— Michele Emiliano
La questione sul tavolo dell’ambasciata israeliana
Il console onorario della Puglia, Luigi De Santis, ha trasmesso un dossier dettagliato all’ambasciata d’Israele a Roma, documentando quanto accaduto in Puglia nelle ultime ore. Il materiale include anche l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Bari, che ha dichiarato “non gradita” la presenza dello Stato di Israele alla Fiera del Levante e ad altri eventi simili.
Università e istituzioni prendono posizione
Già ad aprile, l’Università di Bari aveva preso una posizione simile, rinunciando a partecipare al bando di cooperazione Italia-Israele in campo scientifico e industriale. Il rettore Stefano Bronzini si era dimesso dal comitato scientifico della Fondazione Med-Or, spiegando che l’università deve restare fedele ai principi di pace sanciti dalla Costituzione.
Una scelta che divide
Queste decisioni pongono interrogativi concreti. Che impatto avrà il blocco dei rapporti con Israele? Quali saranno le conseguenze per la cooperazione scientifica, economica e formativa nella regione?
Mentre in alcune comunità pugliesi si organizzano manifestazioni simboliche, come la processione al buio a Ruvo di Puglia in solidarietà con Gaza, il tema continua a far discutere. Il nodo resta politico, ma le ricadute potrebbero farsi sentire su più fronti.

