Foggia, la trappola degli incontri online, adescavano e rapinavano clienti
Si è chiuso davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Foggia il processo a carico di tre persone del posto, ritenute responsabili di una serie di violente rapine messe a segno con la tecnica del finto appuntamento a luci rosse. Il sodalizio criminale ha concordato un patteggiamento che fissa le condanne definitive fino a un massimo di 9 anni e 6 mesi di reclusione.
I fatti contestati risalgono all’inizio del 2024 e si sono consumati all’interno di un’abitazione situata nella zona del Carmine Vecchio, a Foggia.
La ricostruzione del modus operandi
Il meccanismo utilizzato dai tre complici per colpire le vittime era identico e ben collaudato:
L’adescamento sul web: La donna del gruppo agganciava gli utenti su una nota piattaforma di incontri online, offrendo prestazioni a pagamento e concordando l’appuntamento nell’appartamento.
L’agguato nell’appartamento: Una volta che il cliente faceva il suo ingresso in casa, i due complici maschi facevano irruzione nella stanza armati di coltello e pistola.
Le violenze e il bottino: Gli sfortunati avventori venivano immobilizzati a terra, aggrediti fisicamente e costretti a consegnare denaro contante, carte di credito, documenti e, in alcuni casi, persino i codici PIN dei bancomat. Durante i vari colpi è stata sottratta anche un’automobile.
Nonostante un primo controllo delle forze dell’ordine a fine febbraio 2024 – che portò al sequestro di armi e carte rubate – il gruppo ha continuato a pianificare e mettere in atto le aggressioni nello stesso luogo, fino all’arresto definitivo scattato a marzo dello stesso anno.
Il bilancio dei reati e i verdetti
In totale sono sette i colpi attribuiti al terzetto, a cui si aggiunge una rapina impropria nata dal tentato furto di un attrezzo da lavoro in un cantiere di Foggia. Il valore complessivo della refurtiva sottratta durante l’intera attività illecita si aggira intorno ai 4.000 euro.
Il giudice ha ratificato le seguenti condanne per i reati di rapina, lesioni personali, porto abusivo di armi e utilizzo illecito di carte di pagamento:
Martina Taronna: condannata a 9 anni e 6 mesi di reclusione.
Luca Pompa: condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione.
Giuseppe Crudo: condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione.
