FOGGIA, IL MONDO ALL'INVERSO: RAPINA UNA PIZZERIA, I PROPRIETARI LO BLOCCANO E ORA LUI CHIEDE 100 MILA EURO DI DANNI
Foggia – C’è un limite oltre il quale il senso di giustizia si eclissa, lasciando spazio all’assurdo. Quel limite, in Italia, sembra essere ormai un lontano ricordo, superato da una realtà giuridica che troppo spesso trasforma i carnefici in vittime e i cittadini onesti in imputati. L’ultimo, clamoroso schiaffo al buon senso arriva da Foggia, teatro di una vicenda che ridefinisce i confini del ridicolo e dell’indignazione.
I fatti risalgono a tre anni fa. Un uomo fa irruzione in una pizzeria della città con un unico obiettivo: mettere a segno una rapina. Il bottino? Appena ottocento euro. Ma il piano del malvivente si scontra con il coraggio, l’esasperazione e l’istinto di sopravvivenza del titolare e dei dipendenti. Stanchi di subire, i lavoratori reagiscono, affrontano il rapinatore e lo “stoppano”, bloccandolo sul posto fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Una reazione legittima, umana, di chi difende il proprio pane quotidiano e la propria incolumità.
Fin qui, la cronaca di un reato sventato. Ma è a distanza di tre anni che la vicenda assume i contorni grotteschi di una commedia dell’assurdo che può andare in scena solo in Italia, grazie alle storture di un sistema normativo e interpretativo che sembra fare di tutto per disarmare i cittadini perbene.
Il rapinatore, infatti, ha avviato un’azione legale e oggi chiede ben 100 mila euro di risarcimento danni per l’aggressione subita durante il suo “palo”. Avete capito bene: un uomo che entra in una proprietà privata per commettere un reato, terrorizzando chi lavora, pretende di essere risarcito con una cifra astronomica da chi si è semplicemente difeso.
Viene da chiedersi: in quale altro Paese civile un criminale colto in flagrante può citare in giudizio le sue stesse vittime per non essersi fatte rapinare con la dovuta cortesia? Com’è possibile che le nostre leggi consentano simili derive, permettendo a chi viola la legalità di speculare sul trauma altrui?
Mentre il titolare della pizzeria e i suoi dipendenti, dopo aver vissuto il terrore di una rapina, sono ora costretti a subire il calvario di un processo e a spendere soldi in avvocati per difendersi dall’assurdo, il messaggio che lo Stato lancia è devastante: difendersi non conviene. Se subisci un reato, conviene subire in silenzio, perché se osi reagire rischi la bancarotta. Una vergogna tutta italiana che mortifica gli onesti e tutela, paradossalmente, chi delinque.
Mauro Malaguti
