Fondi UE, Coldiretti Puglia: domanda PAC 2025 rinviata al 16 giugno
La scadenza per la presentazione della domanda PAC 2025 è stata spostata al 16 giugno. Lo comunica Coldiretti Puglia, dopo l’ufficializzazione del decreto del Ministero dell’Agricoltura. Il termine originario era il 15 maggio, ma è stato prorogato su richiesta della Commissione politiche agricole delle Regioni. Visto che il 15 giugno cade di domenica, la nuova data utile diventa il giorno seguente. Anche le adesioni al sistema di certificazione per la Produzione integrata sono posticipate allo stesso giorno.
Coldiretti accoglie positivamente il percorso di semplificazione avviato a livello europeo. Secondo l’organizzazione, la riduzione della burocrazia è essenziale, soprattutto per chi deve affrontare costi elevati, siccità e un contesto internazionale instabile. Le modifiche in corso riguardano vari aspetti: obblighi semplificati, sostegno più snello agli investimenti, uso dei costi standard, revisione dei Piani strategici nazionali, e separazione degli aiuti PAC dal Green Deal.
Tuttavia, Coldiretti esprime perplessità sull’idea di utilizzare i fondi PAC per nuovi strumenti contro le crisi. Il sostegno per queste emergenze, secondo l’organizzazione, deve venire da risorse esterne, non da quelle già destinate agli agricoltori.
L’agricoltura europea oggi ha un ruolo strategico. È una questione di indipendenza e sicurezza per l’Unione. Mentre Stati Uniti e Cina rafforzano i loro settori agricoli, l’Europa deve garantire fondi certi e procedure chiare.
Per Coldiretti, le nuove misure sono solo un primo passo. Serve più coraggio, soprattutto per abbattere una burocrazia che ha rallentato gli insediamenti e caricato le aziende agricole di obblighi pesanti. Gli ecoschemi, in particolare, hanno creato norme spesso confuse e difficili da applicare.
Nei prossimi mesi, l’Europa discuterà sia il Quadro finanziario pluriennale che la nuova Politica agricola dopo il 2027. Coldiretti chiede di rinviare la proposta sulla nuova PAC, perché rischia di essere influenzata dal dibattito sul bilancio. L’obiettivo è mantenere un fondo autonomo, con risorse distinte per l’agricoltura, come richiesto anche dal Parlamento europeo.
Infine, Coldiretti ribadisce l’importanza di usare i fondi di coesione per rafforzare le infrastrutture idriche. La PAC deve continuare a sostenere tutte le imprese agricole, senza creare squilibri tra i vari Paesi membri. I pagamenti diretti non devono diminuire e devono rimanere uno strumento di sostegno al reddito, dedicato a chi lavora davvero nei campi. Gli impegni ambientali, invece, dovrebbero essere gestiti con strumenti diversi, destinati a obiettivi specifici come la tutela della biodiversità o il supporto ai settori chiave come la zootecnia.

