Gargano: il dramma degli olivicoltori, ecco perché protestano
L’agricoltura del Gargano è in ginocchio, e lo dimostrano i quasi 150 trattori degli olivicoltori del Gargano che dalle prime luci dell’alba hanno invaso le strade del Foggiano. Partiti da Carpino, Vieste, Rodi Garganico, Ischitella, Vico del Gargano, Cagnano Varano e San Nicandro Garganico, i mezzi agricoli puntano al casello autostradale di Poggio Imperiale sull’A14 per una manifestazione pacifica.
Costi insostenibili e giovani in fuga
La protesta degli olivicoltori del Gargano, che ieri ha visto un presidio a Carpino e una rappresentanza a Bari con “Orgoglio Olivicolo”, nasce da un settore al tracollo. Il prezzo dell’olio non copre i costi di produzione, aggravati dall’aumento del carburante agricolo. Guido Cusmai di Orgoglio Olivicolo ricorda che l’allarme è stato lanciato già a maggio. Il sindaco di San Nicandro Garganico, Matteo Vocale, evidenzia come questo scenario spinga i giovani ad abbandonare il mestiere tradizionale, minacciando il futuro degli olivicoltori del Gargano.
L’appello alle istituzioni
La categoria degli olivicoltori del Gargano chiede un intervento urgente al Governo e alle Regioni, oltre a una revisione delle numerose restrizioni europee che rendono difficile coltivare la terra. I sindaci del Gargano si schierano al fianco dei produttori, sottolineando come l’agricoltura sia un pilastro fondamentale per il territorio, ben oltre il solo turismo.
