Il Gargano Canta il Futuro: L'Orchestra Popolare del Carpino in Folk Riscrive la Tradizione
Il 4 giugno segna l’esordio ufficiale dell’Orchestra Popolare del Carpino in Folk, un progetto artistico e culturale che si propone di elevare la musica popolare da mero reperto storico a patrimonio vivo, da ascoltare, reinterpretare e tramandare. L’ensemble, composto da trenta musicisti provenienti da ogni angolo del Gargano, è guidato dal Maestro Concertatore Carmine Padula e dalla direzione artistica del Maestro Antonio Pizzarelli.
Questa formazione affonda le sue radici nella ricca tradizione musicale del promontorio, ma con uno sguardo audace oltre ogni confine. Le antiche tarantelle e i canti pastorali e contadini del Gargano si fondono con sonorità contemporanee: la musica classica dialoga con il folk, il jazz incontra il rock, l’elettronica si intreccia con le melodie tradizionali e le influenze della world music aprono a una visione universale e attuale della cultura garganica.
Lontano da ogni nostalgia, il progetto si configura come un atto di profonda responsabilità culturale. L’Orchestra Popolare del Carpino in Folk nasce per mantenere vivo il fuoco che da generazioni attraversa il Gargano, raccogliendo l’eredità dei grandi cantori e suonatori e trasformandola in una nuova esperienza artistica capace di parlare al presente.
Più di una semplice esibizione musicale, è un laboratorio culturale permanente che coniuga ricerca storica e innovazione, tutela e sperimentazione, identità e apertura, memoria e visione. Il suo obiettivo è riscoprire, valorizzare e riattualizzare il patrimonio musicale del Gargano, restituendogli centralità nel panorama culturale contemporaneo.
L’Orchestra è pronta a portare sui palchi di Puglia, Italia e del mondo il racconto autentico di una terra che, pur reinventandosi, non dimentica le proprie radici. L’apice di questo percorso sarà il Festival Carpino in Folk 2026, in programma sabato 8 agosto nella Piazza del Popolo di Carpino (FG), sotto il segno del “Pensiero Meridiano: Lentezza, dialogo, Mediterraneo”. Il Gargano, più che un luogo, è una storia che canta, e ora è il momento di farla risuonare ben oltre i suoi confini. Il viaggio è appena iniziato.
