Il Gargano si fa palcoscenico: "Suoni e Visioni d'Umbra" incanta tra musica e natura
Un’esperienza sensoriale profonda attende il pubblico nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, dove la rassegna “Suoni e Visioni d’Umbra” trasformerà il paesaggio in un palcoscenico naturale. Dal 6 giugno al 4 luglio, quattro appuntamenti unici, parte della più ampia stagione “Enarmonia, il Suono della Pace” dell’Accademia Filarmonica “Melos Aureum” (AFMA), guideranno gli spettatori in un viaggio immersivo che fonde musica, narrazione naturalistica e suggestioni visive.
Questa iniziativa, evoluzione della storica “Suoni d’Umbra”, consolida il dialogo tra arte, ambiente e comunità, divenendo un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza artistica autentica. Sotto la direzione artistica del violoncellista Francesco Mastromatteo, e con la narrazione scientifica curata dalla dottoressa Ida D’Errico, ogni concerto sarà preceduto da approfondimenti sulla flora, la fauna e l’ecosistema locale, trasformando l’ascolto in un’occasione di conoscenza e contemplazione.
Il calendario prevede: il 6 giugno, alle 11:30, l’orchestra d’archi diretta dal Maestro Giovanni Caruso sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Pura a Vico; il 20 giugno, alle 11:00, il quartetto di clarinetti AFMA del Maestro Michele Castelluccia nel Parco della Rimembranza di Vico; il 27 giugno, sempre alle 11:00, i sassofonisti AFMA del Maestro Gianmichele D’Errico vicino alla caserma dei Carabinieri Forestali; e il 4 luglio, alle 11:00, un’altra orchestra d’archi guidata dal Maestro Gianmichele D’Errico sul sentiero per Fonte Sfilzi.
L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito, con l’invito al pubblico di accomodarsi su stuoie o asciugamani per un contatto diretto con la natura. L’iniziativa è promossa dall’AFMA con il sostegno del Comune di Vico del Gargano, della Fondazione Monti Uniti di Foggia e dell’Associazione “Luigi Russo” di Rodi Garganico.
Come sottolinea il presidente AFMA, Giovanni Caruso, l’obiettivo è “offrire un’esperienza che unisce la profondità della musica alla forza evocativa della natura, un modo per far risuonare nel pubblico un senso di umanità, di pace e di infinito”. Il Gargano non è solo sfondo, ma protagonista di questa sinfonia condivisa.
