di Michele Centola
San Marco in Lamis, lunedì 7 luglio 2025 – Il 16 maggio scorso si è spenta una delle voci più autentiche del jazz italiano. Teo Ciavarella, pianista, compositore e docente di fama internazionale, ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama musicale nazionale, ma soprattutto nel cuore della sua San Marco in Lamis, paese che non ha mai smesso di amare e di cui è sempre stato orgoglioso ambasciatore nel mondo. Oltre sessant’anni di vita intensa, dedicata interamente alla musica. Teo Ciavarella era un autentico figlio del Gargano, cresciuto respirando l’aria delle colline sammarchesi che hanno nutrito la sua sensibilità artistica.
Le sue radici profonde in questo lembo di Puglia hanno sempre rappresentato la linfa vitale della sua creatività, un filo rosso che ha collegato le sue composizioni più raffinate ai suoni ancestrali della sua terra. Nonostante il successo internazionale e i lunghi periodi vissuti lontano dal paese natale, Ciavarella non ha mai reciso il legame con San Marco in Lamis. Era solito ripetere che la sua musica nasceva da quelle strade, da quei panorami, da quella gente che l’aveva formato come uomo prima ancora che come artista. La carriera di Teo Ciavarella è stata costellata di collaborazioni prestigiose che lo hanno consacrato come uno dei massimi interpreti del jazz italiano. Aveva fatto due tour con Lucio Dalla, esperienza che segnò profondamente il suo percorso artistico, permettendogli di confrontarsi con uno dei più grandi cantautori italiani e di portare la sua visione jazzistica in contesti musicali più ampi.
Non solo Dalla: il curriculum di Ciavarella annovera collaborazioni con giganti della musica italiana come Renzo Arbore, Paolo Conte e Vinicio Capossela. Ogni progetto musicale era per lui un’opportunità per sperimentare, per portare la sua impronta pianistica e compositiva in territori sempre nuovi, mantenendo però sempre quel tratto distintivo che lo rendeva immediatamente riconoscibile. Oltre all’attività concertistica e discografica, Teo Ciavarella ha dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento. Come docente di jazz, ha formato generazioni di musicisti, trasmettendo non solo le competenze tecniche, ma soprattutto l’amore per la musica e la passione per la ricerca sonora. La sua pedagogia musicale era intrisa di quella saggezza che solo chi ha vissuto la musica in tutte le sue sfaccettature può possedere.
Quello che rendeva Teo Ciavarella speciale, oltre al suo indubbio talento, era il rapporto mai interrotto con le sue origini. San Marco in Lamis non era per lui solo il luogo di nascita, ma una fonte costante di ispirazione. Nelle sue composizioni si potevano cogliere gli echi dei paesaggi garganici, i ritmi delle tradizioni popolari locali, reinterpretati attraverso la lente sofisticata del jazz contemporaneo. Durante i suoi ritorni a casa, era solito esibirsi in concerti che diventavano veri e propri eventi per la comunità sammarchese. La sua figura è stata così importante che il recente ‘Sammarco Fest 2025’ è stato dedicato proprio alla sua memoria, testimoniando l’affetto e il riconoscimento che il paese nutriva per questo suo figlio illustre.
La scomparsa di Teo Ciavarella lascia un vuoto difficile da colmare, ma la sua eredità artistica e umana continuerà a vivere nelle sue composizioni, nelle registrazioni che ha lasciato, negli allievi che ha formato e, soprattutto, nella memoria affettuosa di San Marco in Lamis.Il suo esempio dimostra che è possibile raggiungere i vertici dell’arte senza mai dimenticare da dove si viene. Anzi, è proprio dalle proprie radici che si può attingere la forza per volare alto, per portare il nome del proprio paese sui palchi più prestigiosi del mondo. Teo Ciavarella non c’è più, ma le sue note continueranno a risuonare nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di chi, attraverso la sua musica, ha imparato ad amare un po’ di più questa terra del Gargano che lui ha saputo raccontare con la delicatezza e la profondità che solo i grandi artisti sanno esprimere.
