Il Tar Puglia salva gli ulivi: annullata la delibera pro-fotovoltaico che ne consentiva l'abbattimento
Una decisione storica del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Puglia ha bloccato la controversa delibera regionale che apriva alla possibilità di abbattere ulivi non monumentali per fare spazio a impianti fotovoltaici e serre. Accogliendo il ricorso del Gruppo di Intervento Giuridico – Odv, rappresentato dagli avvocati Giacomo Sgobba e Filippo Colapinto, i giudici hanno annullato il provvedimento emanato lo scorso anno dalla Regione, che prevedeva una deroga alla normativa nazionale.
Il Tar ha richiamato la legge 144 del 1951, che impone un divieto generale di abbattimento degli ulivi, con deroghe limitate a cinque ipotesi tassative e previa autorizzazione, tra cui le “opere di pubblica utilità”. La delibera regionale è stata ritenuta illegittima per aver esteso tale nozione agli impianti privati per la produzione di energia rinnovabile. Sebbene una legge del 2024 abbia attribuito a questi impianti la qualifica di pubblica utilità, la sentenza chiarisce che ciò non autorizza automaticamente l’abbattimento degli ulivi. La stessa legge, infatti, sottolinea la necessità di tutelare biodiversità, patrimonio culturale e paesaggio rurale, circoscrivendo l’installazione di fotovoltaico a terra in zone agricole a casi specifici che non prevedono l’eradicazione di oliveti.
I giudici hanno evidenziato come la delibera avesse alterato il bilanciamento degli interessi, subordinando la conservazione degli oliveti a valutazioni economiche e trasformando un divieto con eccezioni in un regime autorizzatorio troppo ampio. Per l’associazione ambientalista ricorrente, questa pronuncia è un “passaggio storico” che conferma gli ulivi come bene comune e elemento identitario del paesaggio pugliese, la cui tutela è una questione di giustizia territoriale e responsabilità, guidata da principi costituzionali e non da logiche speculative.
