Incendio Pineta Marzini a San Menaio: Fiamme Spente, E' il momento della polemica
Le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha colpito la Pineta Marzini a San Menaio sono terminate. La situazione è ora sotto controllo. Il sindaco Raffaele Sciscio ha ringraziato il personale di terra – i volontari delle Giacche Verdi di Vico del Gargano, il personale ARIF e i Vigili del Fuoco – e gli operatori di elicotteri e Canadair. Il loro intervento tempestivo ha evitato la distruzione totale di una delle pinete più belle del Gargano.
Nonostante il successo dei soccorsi, il sindaco Sciscio ha espresso profondo sdegno. Ha dichiarato che l’accaduto poteva e doveva essere evitato. La macchina della prevenzione, a suo dire, non ha funzionato.
Lavori di Prevenzione Bloccati
Dal 2024, l’amministrazione comunale aveva posto come priorità il recupero della Pineta Marzini e di Macchia di Mare, aree abbandonate da oltre vent’anni. Nel 2025, il Comune ha ottenuto dal Parco Nazionale del Gargano un finanziamento di 600.000 euro per la manutenzione straordinaria. La progettazione esecutiva è stata completata, i pareri provinciali e regionali acquisiti. La gara d’appalto per l’affidamento del servizio manutentivo si è conclusa a febbraio 2026. I lavori di ripulitura e messa in sicurezza erano previsti per marzo 2026.
Tuttavia, il Parco Nazionale del Gargano ha comunicato il divieto di iniziare i lavori prima di luglio. Il blocco è stato imposto a causa di vincoli europei. Le Direttive “Uccelli” (2009/147/CE) e “Habitat” (92/43/CEE) vietano sfalci e potature in primavera ed estate. Questo per tutelare la Rete Natura 2000. Per il sindaco, questa decisione è arrivata “tragicamente troppo tardi”.
La Dura Critica del Sindaco
Sciscio ha parlato di “fallimento di un’ideologia ambientalista cieca e paradossale”. Ha criticato una burocrazia che “preferisce immobilizzare i territori” per seguire “dogmi cartacei”, finendo per distruggere ciò che a parole vorrebbe preservare. Secondo il sindaco, per proteggere un nido “sulla carta”, la burocrazia europea ha esposto al fuoco un intero patrimonio ambientale, mettendo a rischio alberi, animali e l’incolumità dei cittadini.
Il sindaco ha definito la situazione “cecità burocratica”. Ha ribadito che è stato impedito di difendere il territorio. L’incendio di oggi rappresenta “il conto salato” di queste decisioni. Sciscio ha annunciato che continuerà a monitorare l’area. La sua battaglia contro la burocrazia che “soffoca la prevenzione” non si fermerà.
