Incidenti stradali in Puglia: meno morti, più feriti nel 2025
La Puglia ha registrato una diminuzione delle vittime stradali nel 2025, nonostante un aumento del numero complessivo di incidenti. È quanto emerge dal “Rapporto sull’incidentalità stradale in Puglia nel 2025”, presentato dal Centro Regionale di Monitoraggio e governo della Sicurezza Stradale (CReMSS) di ASSET, basato su dati ISTAT.
Il rapporto indica 11.249 sinistri con lesioni, un aumento del 2% rispetto al 2024. Tuttavia, l’indice di mortalità è sceso dal 2,2% all’1,7%. Gli incidenti mortali sono stati 177 (-19,9%), con 190 vittime (-21,2%). I feriti sono leggermente aumentati, raggiungendo quota 17.217 (+1,2%).
Dati Regionali e Provinciali
Il dossier è stato presentato il 22 luglio 2026 alla presenza dell’assessore regionale Raffaele Piemontese, del direttore generale di ASSET Elio Sannicandro, del responsabile CReMSS Pierpaolo Bonerba e dell’assessora del Comune di Bari Carla Palone. La Città metropolitana di Bari è la più colpita con 4.107 sinistri, 47 morti e 6.093 feriti. Foggia segue con 1.441 incidenti e 42 morti, mostrando l’indice di mortalità più alto della regione (2,9 decessi ogni 100 sinistri). Nelle altre province, si contano 29 morti a Lecce, 27 a Taranto e Brindisi, e 18 nella BAT. La mortalità è diminuita in cinque province su sei, con cali significativi a Taranto (-37,2%) e Lecce (-32,6%).
Fattori di Rischio e Categorie Vulnerabili
L’analisi dei rischi evidenzia agosto come il mese più letale, con 25 decessi. La domenica è il giorno più pericoloso, con 38 vittime e un indice di letalità del 2,9%. Il fine settimana registra il 39,5% dei morti. La fascia oraria tra le 3:00 e le 6:00 del mattino ha un tasso di mortalità quattro volte superiore alla media regionale. Sebbene il 71,4% degli incidenti avvenga nei centri abitati, il 70,5% delle vittime si concentra fuori dalle città. Preoccupa l’aumento dei decessi sulle strade urbane (+4,3%) e degli investimenti di pedoni (+21,4% di vittime).
Tra i conducenti, cresce del 6,5% l’incidenza dei giovani tra 14 e 29 anni. In particolare, la fascia 14-17 anni su due ruote e monopattini segna un aumento del 12,2%. Gli incidenti con monopattini elettrici sono diminuiti (-13,8%), mentre quelli con bici elettriche sono saliti (+22,4%). L’anzianità dei veicoli è un fattore: oltre il 63% dei mezzi coinvolti in sinistri mortali è stato immatricolato prima del 2016. Le cause principali restano eccesso di velocità, distrazione e mancato rispetto delle precedenze.
L’assessore Raffaele Piemontese ha commentato: “La riduzione delle vittime è un risultato importante, ma 190 vite spezzate restano inaccettabili. Continueremo a investire nelle infrastrutture e nella tecnologia per avvicinarci all’obiettivo zero vittime”.
