Ospedale Padre Pio in crisi: il Papa interviene con poteri straordinari per debiti oltre 200 milioni
Papa Leone XIV ha disposto un intervento diretto sulla Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”, l’ospedale voluto da Padre Pio a San Giovanni Rotondo, che versa in una grave crisi debitoria stimata oltre i 200 milioni di euro. Il Chirografo pontificio, pur evitando termini come “crisi” o “commissariamento”, istituisce una Commissione con poteri eccezionali, autorizzata a sostituirsi agli organi statutari, modificare lo statuto e compiere atti di ordinaria e straordinaria amministrazione senza ulteriori autorizzazioni. Questo passaggio istituzionale sottolinea l’insufficienza dei normali controlli interni.
L’intervento modifica la precedente governance stabilita da Papa Francesco, escludendo il cardinale Pietro Parolin, finora referente diretto della Fondazione. La nuova Commissione è presieduta dal laico spagnolo Maximino Caballero Ledo, prefetto della Segreteria per l’Economia e figura chiave della riforma finanziaria vaticana, a indicare la natura non simbolica ma di ristrutturazione e messa in sicurezza. Tra i membri figurano anche il nuovo Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli, Fabio Gasperini, monsignor Giordano Piccinotti dell’Apsa e monsignor Giorgio Ferretti. Il Comitato Tecnico include Benjamín Estévez de Cominges, Gino Gumirato e l’avvocato Alessandro Ela Oyana.
La “Casa Sollievo della Sofferenza”, opera gigantesca e simbolo del cattolicesimo italiano, affronta le complessità della sanità moderna: costi elevati, necessità di investimenti tecnologici e sostenibilità finanziaria. Il Vaticano ammette la necessità di una profonda revisione gestionale, concedendo alla Commissione pieno accesso a documenti e dati economici per un controllo diretto e completo. L’azione mira anche a proteggere il vasto patrimonio spirituale ed economico legato a Padre Pio, prevenendo che squilibri finanziari compromettano la missione o la credibilità della Chiesa.
Il Chirografo evidenzia tre criticità: la sostenibilità a lungo termine, la governance (con poteri sostitutivi) e l’equilibrio tra missione religiosa e complessità economica. Questo riflette una più ampia trasformazione della strategia vaticana verso un approccio più tecnocratico e centralizzato, proseguendo e radicalizzando la linea di Francesco su controllo diretto, trasparenza e supervisione economica. L’entità esatta del debito non è specificata nel documento, ma l’intervento papale straordinario conferma la gravità della situazione.
