Poi la conferma: nessun ordigno. Ma la macchina dei soccorsi ha dimostrato di funzionare
Poi la conferma: nessun ordigno. Ma la macchina dei soccorsi ha dimostrato di funzionare
È bastato un oggetto metallico parzialmente interrato per fermare il respiro di un’intera comunità. Ieri pomeriggio, durante i lavori di scavo in viale Uria, nei pressi del ponte che unisce i due moli a Foce Varano, nel comune di Ischitella, gli operai impegnati nel cantiere hanno portato alla luce quello che, a un primo esame, sembrava riconducibile a un ordigno bellico inesploso. Un ritrovamento tutt’altro che raro in questa parte di Puglia, terra che porta ancora nel suo sottosuolo le cicatrici profonde della Seconda Guerra Mondiale.
La notizia si è diffusa con la rapidità tipica dei piccoli centri: in pochi minuti, il passaparola aveva già seminato preoccupazione tra i residenti e chi frequenta la zona. Ma le autorità non hanno perso tempo.
Lo scatto immediato delle istituzioni
Il sindaco ha emesso senza indugio un’ordinanza di interdizione totale del traffico — sia veicolare che pedonale — nel tratto di strada interessato. Una decisione sofferta, consapevole dei disagi che avrebbe causato, ma dettata da un principio che non ammette compromessi: la sicurezza pubblica viene prima di tutto.
L’area è stata immediatamente presidiata dalla Polizia Municipale, dalla Protezione Civile Comunale e dalla CVS. Nel frattempo, il Comune ha avviato un contatto diretto con la Prefettura, valutando anche l’attivazione del C.O.C. — il Centro Operativo Comunale — per coordinare al meglio la gestione dell’emergenza e monitorare ogni sviluppo in tempo reale. Gli artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia sono stati allertati e si sono messi in marcia verso Foce Varano.
Per ore, la zona ha vissuto in una sospensione carica di tensione. I residenti seguivano gli aggiornamenti con il fiato sospeso. Chi doveva raggiungere l’area era costretto a percorsi alternativi. L’atmosfera era quella tipica di chi sa che potrebbe trattarsi di nulla, ma sa anche che non può permettersi di scoprirlo nel modo sbagliato.
Il sollievo: è un falso allarme
Poi, nel corso della serata, è arrivata la notizia che scioglieva ogni tensione. I tecnici intervenuti sul posto, dopo un’analisi scrupolosa e professionale dell’oggetto rinvenuto, hanno escluso con certezza che si trattasse di un ordigno bellico. Falso allarme. Nessun pericolo reale per la popolazione.
Il sindaco, visibilmente sollevato, ha voluto condividere personalmente la notizia con i cittadini, accompagnandola con parole di sincero ringraziamento per tutti coloro che erano intervenuti e per la pazienza dimostrata dalla comunità. “Tutto è tornato alla normalità”, ha dichiarato, aggiungendo un elenco di ringraziamenti che vale la pena riportare integralmente: la Polizia Municipale, la Protezione Civile Comunale, la CVS, il personale del 118, la Croce Rossa Italiana, i Carabinieri, l’Esercito e la Prefettura.
Una lezione preziosa
Al netto dello spavento, l’episodio di Foce Varano consegna alla comunità garganica una riflessione importante. In un territorio che convive ancora, suo malgrado, con i residui bellici di conflitti lontani quasi un secolo, la prontezza e la coordinazione delle istituzioni non sono un lusso, ma una necessità. Ieri quella coordinazione ha funzionato: i protocolli sono stati attivati correttamente, le forze sul campo hanno operato con professionalità, la comunicazione verso i cittadini è stata chiara e tempestiva.
Il falso allarme, paradossalmente, ha reso un servizio prezioso: ha mostrato a tutti che, quando serve, la macchina dell’emergenza sul Gargano sa mettersi in moto. E lo fa bene.
