I Carabinieri della Stazione di San Nicandro Garganico hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini del posto, rispettivamente di 34 e 29 anni, accusati di furto aggravato in concorso. I due sono ritenuti responsabili di due distinti furti commessi nell’arco di appena ventiquattro ore, prima all’interno di un’abitazione privata e poi ai danni di un esercizio commerciale.
Il provvedimento è stato emesso dall’Ufficio gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, che ha coordinato le indagini avviate in seguito alle denunce presentate dalle persone derubate.
Il primo colpo nel centro storico
Il primo episodio risale alla notte del 6 aprile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due indagati sarebbero entrati in un’abitazione privata, in quel momento disabitata, situata nel centro storico di San Nicandro Garganico.
Dall’immobile sarebbero stati portati via elettrodomestici e diversi oggetti per la casa, per un valore complessivo stimato in circa 1.500 euro.
Il secondo furto in via Adriatico
Appena una notte dopo, il 7 aprile, sarebbe stato messo a segno il secondo colpo, questa volta ai danni di un esercizio commerciale di via Adriatico.
Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero forzato la saracinesca utilizzando strumenti da effrazione per poi introdursi nel negozio. Dalla cassa sarebbero stati sottratti circa 300 euro.
Le telecamere decisive per le indagini
Un contributo determinante alle indagini sarebbe arrivato dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze dei luoghi interessati dai due furti. La loro analisi avrebbe consentito ai carabinieri di risalire all’identità dei presunti responsabili.
Entrambi dovranno rispondere dell’accusa di furto aggravato in concorso. Per uno dei due, inoltre, viene contestata anche l’evasione: al momento dei fatti, infatti, si sarebbe trovato agli arresti domiciliari.
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono essere considerati innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.
