Sanità pugliese, scatta il blocco della spesa: stop a concorsi e nuove assunzioni nelle Asl
Giro di vite della Regione Puglia sulle spese delle aziende sanitarie. La presidenza regionale ha deciso di tirare il freno a mano per arginare i costi fuori controllo emersi durante la gestione delle Asl attualmente commissariate, in attesa della nomina dei prossimi direttori generali.
Con un bilancio che registra un profondo rosso da 349 milioni di euro – di cui ben 240 milioni da risanare attraverso i rincari fiscali – la priorità assoluta è diventata l’eliminazione di qualsiasi tipo di spreco.
Il provvedimento della Regione
La nuova direttiva, siglata dal capo di gabinetto Davide Pellegrino, impone un congelamento immediato per:
Nuovi concorsi pubblici e assunzioni di personale.
Progressioni e avanzamenti di carriera.
Qualsiasi atto amministrativo che non sia strettamente urgente o indispensabile.
I casi di Foggia e Taranto
La stretta arriva dopo giorni di forti tensioni e polemiche sollevate proprio nelle ultime fasi dei commissariamenti. Sotto i riflettori sono finite in particolare le Asl di Foggia e Taranto. In queste due aziende si erano infatti registrati picchi di attività amministrativa giudicati da molti inopportuni, tra cui nuove assunzioni nel servizio 118, promozioni interne, nomine di dirigenti, acquisti di attrezzature e persino compravendite immobiliari a ridosso del cambio di guardia ai vertici.
Il segnale politico inviato da Bari è netto: non si possono imporre tasse e sacrifici ai cittadini pugliesi per ripianare i debiti della sanità e, contemporaneamente, permettere a gestioni straordinarie ormai agli sgoccioli di vincolare i bilanci futuri con nuove e pesanti voci di spesa.
