Società Foggiana: 6 arresti per mafia e riciclaggio
Il Tribunale di Bari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per sei persone. La richiesta è arrivata dal Pubblico Ministero. L’operazione è stata eseguita il 24 giugno 2026. Carabinieri e Polizia di Stato hanno agito insieme. Gli indagati sono tutti di Foggia.
L’operazione e i reati contestati
I provvedimenti colpiscono due capi e tre membri della “Società Foggiana”. Nello specifico, si tratta della batteria “Sinesi-Francavilla”. I reati contestati sono gravi. Includono associazione mafiosa, riciclaggio e autoriciclaggio. Si aggiunge l’uso clandestino di telefoni in carcere per favorire il clan. I vertici, anche se ai domiciliari, avrebbero continuato a dare direttive. Queste servivano a gestire narcotraffico, estorsioni, reati predatori e fatti di sangue.
Le indagini e le prove
Le indagini hanno mostrato la continuità del gruppo. Questo dal 2016, dopo l’operazione “Corona”. Sono emersi accordi per la piazza di spaccio di Vieste con il clan “Li Bergolis”. C’è stata anche un’infiltrazione di 600.000 euro nel settore edilizio. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro e Giuseppe Francavilla sono state fondamentali. Hanno aiutato a mappare i nuovi assetti e le alleanze. Intercettazioni, sequestri e immagini provano il legame tra gli indagati. Le condotte mostrano una chiara adesione al gruppo, anche senza riti formali. La “Società Foggiana” è caratterizzata da una cassa comune. Ha conflitti interni tra le sue batterie. Gestisce in modo egemonico il mercato della droga.
L’ordinanza del GIP di Bari, emessa il 22 giugno, ratifica fermi precedenti. Questi erano stati eseguiti l’8 giugno dai Tribunali di Larino, Milano e Foggia. L’ordinanza aggiunge tre nuovi indagati. La Procura ricorda che il procedimento è in fase preliminare. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.
