Puglia, martedì 16 settembre 2025 – La proposta della Giesse Srl per trasformare la Cava Bianchi in una discarica da 3,7 milioni di metri cubi viene respinta dalle autorità regionali Le istituzioni pugliesi hanno detto no al controverso piano industriale che avrebbe dovuto trasformare una ex-cava di materiale lapideo in un grande centro di conferimento per i rifiuti. L’iniziativa imprenditoriale, promossa dalla società Giesse Srl, mirava a sfruttare gli spazi della dismessa Cava Bianchi, situata nel territorio comunale di Poggio Imperiale, in provincia di Foggia.
L’ambizioso piano prevedeva la creazione di una struttura per lo smaltimento dei rifiuti con una capacità totale superiore ai 3,7 milioni di metri cubi, destinata ad accogliere materiali di scarto provenienti da diverse aree del territorio nazionale. La localizzazione scelta si trova in una zona che coinvolge direttamente tre centri abitati: oltre a Poggio Imperiale, anche Apricena e Lesina sarebbero stati interessati dalla presenza di questo impianto. La vicinanza ai centri urbani rappresentava uno degli aspetti più critici del progetto: la distanza dal nucleo urbano di Poggio Imperiale sarebbe stata di soli 2,5 chilometri, una prossimità che ha immediatamente sollevato preoccupazioni tra i residenti e le amministrazioni locali. La reazione delle comunità locali non si è fatta attendere.
I cittadini hanno manifestato la propria contrarietà all’iniziativa, supportati dalle rispettive amministrazioni comunali. Il sindaco Alessandro Liggieri, primo cittadino di Poggio Imperiale, ha preso una posizione netta contro il progetto, arrivando a formalizzare le proprie obiezioni attraverso una comunicazione ufficiale indirizzata agli enti competenti. Nel mese di giugno, Liggieri ha infatti inoltrato una dettagliata missiva agli organi di controllo territoriale e ambientale, inclusi la Regione Puglia, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa) e l’amministrazione provinciale, esponendo le motivazioni che rendevano inaccettabile la proposta industriale. La notizia del rigetto è stata comunicata ai cittadini attraverso i canali social dai due sindaci direttamente coinvolti nella vicenda.
Sia Alessandro Liggieri che Antonio Potenza, sindaco di Apricena, hanno condiviso un video per informare le proprie comunità dell’esito positivo della battaglia contro l’impianto. “La nostra area territoriale ospita il più esteso bacino estrattivo dell’Italia meridionale – ha dichiarato il sindaco di Poggio Imperiale nel messaggio video – e qualcuno aveva immaginato di utilizzarlo per accumulare enormi quantità di scarti di varia natura. Fortunatamente, attraverso un’azione coordinata, siamo riusciti a respingere questa proposta”. Antonio Potenza ha aggiunto il proprio commento: “In questa giornata scriviamo un capitolo significativo per la salvaguardia del nostro territorio”. L’area interessata dal progetto si caratterizza per la presenza di importanti attività estrattive, che hanno reso questa zona una delle più rilevanti del Mezzogiorno per l’estrazione di materiali lapidei ornamentali.
Questa vocazione economica consolidata rappresentava uno degli elementi che la società proponente intendeva sfruttare per giustificare la trasformazione dell’ex-sito estrattivo in un centro di smaltimento. La decisione regionale rappresenta un importante precedente per la tutela ambientale e paesaggistica di un territorio che ha saputo mobilitarsi efficacemente per difendere le proprie caratteristiche naturali e la qualità della vita dei residenti.

