Un’enorme operazione contro il traffico di stupefacenti ha colpito le province pugliesi. La droga, in particolare cocaina ed eroina, arrivava dal Sud America e dalla Turchia. Da lì, passava per l’Albania e veniva poi trasportata via mare sulle coste italiane, soprattutto in Puglia.
Secondo gli inquirenti, la sostanza finiva nelle mani di gruppi criminali attivi a Bari, Brindisi e Lecce. Tra questi, un ruolo chiave sarebbe stato ricoperto dal clan Palermiti, operativo nel quartiere Japigia. Dopo il trasporto, la droga veniva tagliata, confezionata e distribuita sul territorio.
L’inchiesta è stata portata avanti da Eurojust, la Direzione nazionale antimafia e la Direzione distrettuale antimafia di Bari. Le autorità albanesi hanno collaborato con il supporto dell’Interpol. In totale, sono state eseguite 52 misure cautelari. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari di Bari, su richiesta della procura antimafia italiana e della Spak, la procura speciale anticorruzione di Tirana.
Durante una conferenza a Tirana, il procuratore di Bari Roberto Rossi ha parlato della cooperazione tra i due Paesi. Ha detto che la lotta contro le mafie non conosce confini, sottolineando come la mafia albanese abbia ramificazioni forti e internazionali. Ma, ha aggiunto, le autorità locali hanno dimostrato di saper reagire con decisione.
Le indagini hanno anche svelato l’uso della piattaforma criptata Skyecc, sfruttata dagli indagati per comunicare in modo nascosto. Le chat, ritenute sicure, sono però state decodificate dagli investigatori. Attraverso questi canali sarebbero stati organizzati numerosi traffici, per un totale di 255 chili tra cocaina ed eroina.
Gli inquirenti hanno seguito anche il flusso di denaro. Dai riscontri emerge un passaggio costante di contanti dalla Puglia all’Albania, con una somma totale di circa 4,5 milioni di euro. I soldi venivano trasportati con autobus di linea, in modo apparentemente innocuo. Questo ha permesso di contestare anche il reato di riciclaggio.
Pagamenti in contanti sono stati documentati a Bari, anche per importi sopra i 500mila euro. È stato inoltre accertato un trasferimento da oltre mezzo milione di dollari dall’Albania all’Ecuador. Questo denaro serviva per acquistare 500 chili di droga spediti da Guayaquil.
In Albania sono finiti sotto indagine anche membri di una nota famiglia criminale di Durazzo, un avvocato, un comandante e un agente di polizia, oltre a sei autisti. I sequestri in Italia comprendono appartamenti, auto, società e conti correnti. In Albania sono stati bloccati immobili, ristoranti di lusso, un’agenzia immobiliare, due imprese edili e una rete televisiva.
