Un atto inaccettabile ha scosso la tranquillità della comunità di Peschici. Lo scooter utilizzato dal figlio minorenne dell’ex assessora Anna Costante è stato distrutto da un incendio mentre si trovava parcheggiato nei pressi della scuola secondaria, situata nella zona 167 del paese.
La reazione delle istituzioni locali è stata immediata e categorica. Il sindaco Luigi D’Arenzo, parlando a nome dell’intera amministrazione comunale e della cittadinanza, ha espresso unanime sdegno per l’accaduto. Il primo cittadino ha voluto precisare che, a prescindere da quali siano i moventi o i risultati che emergeranno dalle indagini, un episodio di questa portata non può essere in alcun modo sminuito o etichettato come una banale ragazzata.
«Quando si arriva a minacciare la sicurezza delle persone e si prende di mira un mezzo utilizzato quotidianamente da un ragazzo, si oltrepassa una linea rossa che nessuna società civile può accettare», ha sottolineato D’Arenzo. Il sindaco ha inoltre aggiunto che, anche qualora l’atto si rivelasse un clamoroso errore di persona o fosse privo di un reale intento intimidatorio, ciò non cancellerebbe in alcun modo lo sdegno e il forte allarme sociale generato.
Da parte del Municipio è arrivata un’ondata di solidarietà nei confronti di Anna Costante e dei suoi cari. Il messaggio è chiaro: la famiglia non verrà lasciata sola. Ora la palla passa alle forze dell’ordine. L’amministrazione ripone totale fiducia nell’operato dei Carabinieri della locale stazione, incaricati di fare luce sui fatti. D’Arenzo ha già preannunciato un’azione forte da parte dell’Ente: qualora le indagini dovessero portare all’individuazione dei responsabili, il Comune di Peschici è pronto a costituirsi parte civile nelle sedi giudiziarie competenti.
Il messaggio finale del sindaco è un monito per chiunque pensi di poter turbare la serenità del centro garganico: «Peschici non cede al ricatto della paura o alle intimidazioni. Troverete sempre un fronte unito di istituzioni e cittadini a sbarrarvi la strada. Nella nostra comunità non c’è e non ci sarà mai posto per la violenza».
