Liste d'attesa in Puglia: il 10,4% rinuncia alle cure, ma emergono segnali positivi
Un allarmante 10,4% dei cittadini pugliesi ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie nel 2025, superando la media nazionale del 9,6%. Questo è quanto emerge da un recente dossier della Fondazione Gimbe, basato sui dati del bollettino Agenas, che mette in luce le persistenti difficoltà legate alle liste d’attesa in Puglia. Il rapporto, pubblicato a fine ottobre 2026, analizza il confronto tra i primi nove mesi del 2026 e lo stesso periodo del 2025, rivelando un quadro complesso ma con alcuni segnali di miglioramento nel sistema sanitario regionale.
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La rinuncia alle cure: un dato che preoccupa la sanità pugliese
Il dato relativo alla rinuncia alle prestazioni sanitarie in Puglia è particolarmente significativo. Nel corso del 2025, oltre un decimo della popolazione ha preferito non sottoporsi a visite o esami, un fenomeno che può avere gravi ripercussioni sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce di patologie. Questa percentuale, più alta di quasi un punto rispetto alla media nazionale, evidenzia una criticità strutturale che spinge i cittadini a desistere dal percorso di cura, spesso a causa dei tempi di attesa troppo lunghi o della difficoltà di accesso ai servizi. La Fondazione Gimbe ha elaborato questa analisi approfondita confrontando i dati del periodo gennaio-settembre 2026 con quelli del medesimo intervallo temporale del 2025, offrendo una panoramica dinamica della situazione.
Un barlume di speranza: migliorano i tempi di attesa per visite ed esami
Nonostante il quadro preoccupante delle rinunce, il dossier della Fondazione Gimbe evidenzia anche un segnale positivo sul fronte delle liste d’attesa nel confronto tra il 2025 e il 2026 per il periodo gennaio-settembre. Si registra infatti un miglioramento dei tempi per le prime visite, con un incremento del +1,8%, e per gli esami diagnostici, che mostrano un +3,6%. Questi dati suggeriscono un parziale recupero e un’ottimizzazione dei processi, seppur non ancora sufficienti a eliminare il problema delle rinunce.
Inoltre, per la Puglia, nel 2026, la quota di attribuzione della classe di priorità P per le prime visite (quelle da effettuare entro 120 giorni) è pari al 53,6%. Questo valore è nettamente superiore alla media nazionale, che si attesta al 34,9%. Tale differenza indica che la regione pugliese riesce a garantire una maggiore percentuale di appuntamenti entro i termini previsti per le urgenze differibili, dimostrando un’efficienza superiore in questo specifico ambito. Nonostante le sfide ancora aperte, questi indicatori offrono una prospettiva di miglioramento e la speranza di una progressiva riduzione delle difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie per i cittadini pugliesi.
