Un drone ha sganciato un chilo di hashish nel carcere di Foggia. La Polizia Penitenziaria ha intercettato il carico, ma l'episodio riaccende l'allarme su sovraffollamento e carenze d'organico.
Il cielo sopra il carcere di Foggia non è più solo una via di fuga per l’immaginazione, ma si sta trasformando in una vera e propria rotta commerciale per la criminalità. L’ultimo episodio, reso noto dalla Segreteria Generale della Polizia Penitenziaria, ha visto un drone sorvolare silenziosamente le mura della Casa Circondariale per sganciare un carico di circa un chilo di hashish direttamente all’interno della struttura. Una dinamica che, nel capoluogo dauno, sta diventando tristemente consueta, ben lontana dalla sceneggiatura di un thriller d’azione. I corrieri volanti rappresentano, infatti, l’ultima e più sfrontata frontiera del traffico di stupefacenti.
L’intervento della Polizia Penitenziaria è stato provvidenziale e fulmineo. Appena individuata l’incursione aerea, il personale in servizio ha fatto scattare una capillare operazione di setaccio tra le sezioni e le celle. L’azione tempestiva ha permesso di intercettare il pacco e di sventare l’immissione di una quantità massiccia di stupefacente all’interno dell’istituto.
La realtà allarmante dietro il successo operativo
Dietro l’indubbio successo operativo si cela, tuttavia, una realtà allarmante che riguarda l’istituto foggiano. La Casa Circondariale è, infatti, una vera e propria pentola a pressione: ospita una popolazione carceraria che sfiora il doppio della capienza prevista ed è presidiata da un organico cronicamente ridotto all’osso, con gravi ripercussioni sulla sicurezza e sulla gestione quotidiana.
Come evidenziato anche dalle rappresentanze sindacali del Corpo, lo spirito di abnegazione e il sacrificio del personale non possono trasformarsi nell’unico scudo dello Stato di fronte a minacce sempre più sofisticate. Per contrastare queste nuove frontiere della criminalità, che utilizzano strumenti all’avanguardia come i droni, sono necessari strumenti altrettanto moderni, risorse fresche e un piano massiccio di nuove assunzioni e forze per garantire la sicurezza e la legalità all’interno delle strutture penitenziarie.
