Isole Tremiti: Il TAR dà ragione al Comune sul piano di lottizzazione a San Domino
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia ha dato ragione al Comune delle Isole Tremiti, respingendo il ricorso presentato contro il diniego di approvazione di un **controverso piano di lottizzazione delle Isole Tremiti**. La sentenza n. 1166/2026, pubblicata il 30 ottobre 2026, conferma la legittimità delle valutazioni dell’Amministrazione comunale che, già il 12 febbraio 2021, aveva bloccato il progetto turistico-alberghiero sull’isola di San Domino, ritenuto eccessivamente impattante per il delicato equilibrio ambientale dell’arcipelago.
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Questa decisione segna un punto fermo nel dibattito sul futuro urbanistico delle Tremiti, riaffermando la necessità di bilanciare lo sviluppo turistico con la salvaguardia di un patrimonio paesaggistico e ambientale di inestimabile valore. Il progetto, proposto da un consorzio di proprietari, prevedeva la realizzazione di due alberghi e di residence a schiera su un’area di circa 114.062 metri quadrati, con uno sviluppo volumetrico complessivo di quasi 41.000 metri cubi, un iter amministrativo iniziato nel luglio del 2004.
Il No del Comune alle Isole Tremiti: Troppo Impatto sul Territorio
Il Consiglio comunale delle Isole Tremiti, con la deliberazione n. 3 del 2021, aveva motivato il proprio diniego evidenziando il rischio di un **eccessivo consumo di suolo**, un considerevole incremento dell’edificazione e le difficoltà di integrazione del nuovo insediamento con il tessuto urbano esistente. Il Sindaco aveva sottolineato l’importanza di preservare le caratteristiche naturali e paesaggistiche, promuovendo strutture alberghiere di qualità, ecosostenibili e meglio integrate nel paesaggio, piuttosto che un modello insediativo considerato troppo impattante.
Contro il diniego comunale, i proprietari avevano presentato ricorso al TAR Puglia, contestando presunte carenze nella motivazione, violazioni sulle norme del conflitto d’interessi e la mancata comunicazione dei motivi ostativi. Essi lamentavano inoltre il mancato riconoscimento delle aspettative maturate durante un procedimento amministrativo durato molti anni. Il Comune, costituitosi in giudizio, aveva invece ribadito la piena legittimità del proprio operato, richiamando le esigenze di tutela ambientale e, soprattutto, la mancata sottoposizione del piano alla necessaria Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La Sentenza del TAR: Discrezionalità e la Mancanza della Valutazione Ambientale Strategica
Nella sua sentenza, il TAR ha ritenuto infondate le contestazioni dei ricorrenti, respingendo integralmente il ricorso. I giudici hanno ribadito la piena **discrezionalità dell’Amministrazione comunale** nelle scelte di pianificazione urbanistica, chiarendo che la conformità di un progetto al Piano Regolatore Generale non comporta un diritto automatico all’approvazione del piano attuativo. L’Amministrazione, infatti, conserva il potere di valutare l’opportunità e la sostenibilità dell’intervento alla luce dell’interesse pubblico generale, indipendentemente dal tempo trascorso.
Un elemento determinante nella decisione è stato il mancato espletamento della **Valutazione ambientale strategica (VAS)**. Il TAR ha confermato che il piano di lottizzazione avrebbe dovuto essere sottoposto a questa procedura, prevista dalla normativa nazionale ed europea per i piani che incidono sulla pianificazione territoriale. Sebbene l’avvio formale della valutazione competa all’autorità procedente, i giudici hanno precisato che spetta anche al soggetto proponente predisporre la documentazione necessaria. Tale carenza, imputabile ai lottizzanti, ha impedito all’Amministrazione di procedere correttamente, rendendo illegittima la conclusione del procedimento senza tale fondamentale verifica ambientale.
