Manfredonia, ambulanza quasi sicuramente "salva", ma il personale è nel limbo
A Manfredonia, la notizia che riguarda la seconda ambulanza per il servizio 118, seppur accolta con un sospiro di sollievo, si scontra con la dura realtà dei lavoratori: contratti scaduti e un futuro occupazionale incerto. La protesta, che ha animato la città il 30 settembre 2026, evidenzia come la disponibilità dei mezzi sia solo una parte del problema.
Contratti in scadenza e futuro incerto per 50 operatori
I lavoratori del servizio di emergenza territoriale hanno denunciato la cessazione dei loro rapporti a termine, con comunicazioni ufficiali ricevute proprio il giorno della testimonianza. Questa situazione alimenta forti preoccupazioni sulla continuità occupazionale e sulla capacità di garantire il servizio, soprattutto se le postazioni verranno mantenute o ripristinate.
La vertenza si estende oltre Manfredonia, coinvolgendo circa 50 operatori in cinque postazioni della provincia di Foggia: Cerignola, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste e la stessa Manfredonia. I lavoratori paventano una riduzione del 10% delle ambulanze sul territorio, con rischi per l’ambulanza. Urgono riscontri organizzativi e occupazionali.
Il messaggio è chiaro: una ambulanza è operativa solo con un equipaggio. La scadenza dei contratti non mette a rischio solo il reddito delle famiglie, ma anche la continuità e la qualità dei soccorsi ai cittadini. “Non stiamo parlando solo di posti di lavoro, ma anche di servizi al cittadino. Stiamo parlando di salute”, hanno sottolineato gli intervistati, chiedendo alle istituzioni di valutare insieme le decisioni su personale e mezzi.
