Scandalo rifiuti Capitanata: Marasco accusa gli enti locali
Un nuovo grave disastro ambientale è stato segnalato in Capitanata, sulla Strada Provinciale 67 che collega Borgo Innacqua alla località Giardino. La strada è stata chiusa al traffico a causa dello scarico di rifiuti di ogni genere, tossici e nocivi per la salute e l’ambiente. La zona è stata posta sotto sequestro giudiziario dagli Ispettori Ambientali Territoriali CIVILIS e dalla Polizia Locale di Cerignola.
L’emergenza sulla SP 67 e la questione delle responsabilità
L’ennesimo episodio di abbandono incontrollato di rifiuti riaccende il dibattito sulle responsabilità. Il Generale Giuseppe Marasco, intervenendo sulla vicenda, sottolinea come la normativa vigente, in particolare l’articolo 192 del D.Lgs. 152/06, individui nel soggetto che ha effettuato l’abbandono il primo responsabile della rimozione e del ripristino. Tuttavia, l’obbligo di intervento è subordinato all’emissione di un’ordinanza specifica.
Marasco critica la prassi di molte amministrazioni locali che, in una lettura estensiva della disciplina, agiscono automaticamente anche nei confronti del proprietario del terreno, indipendentemente dalla sua partecipazione all’illecito. Questa condotta, secondo il Generale, impone ai proprietari incolpevoli una responsabilità oggettiva per fatto altrui non prevista dall’ordinamento.
La denuncia del Generale Marasco e l’onere della prova
Il Generale Marasco ribadisce che il coinvolgimento del proprietario di un terreno sussiste solo se a questi è addebitabile un comportamento doloso o colposo. L’articolo 14 del Decreto Ronchi, che vieta l’abbandono di rifiuti, attribuisce alla pubblica amministrazione l’onere probatorio. Prima di emettere un’ordinanza di sgombero, gli organi di vigilanza devono accertare se il proprietario sia responsabile o abbia concorso all’illecito.
In assenza di prove a carico del proprietario, questi è da considerarsi vittima dell’illecito. In tali casi, se il responsabile diretto non è noto o non ottempera all’ordine, la rimozione dei rifiuti dovrebbe essere a carico dell’intera collettività, per evitare un ulteriore inquinamento ambientale, come riconosciuto anche dal Consiglio di Stato (sentenza del 16 luglio 2002, n. 3971).
Marasco conclude affermando che la strada provinciale 67 è di proprietà della Provincia di Foggia. Pertanto, è la Provincia a dover smaltire i rifiuti, evitando che la situazione si trascini per mesi, come accaduto in passato con altri abbandoni, culminati spesso in incendi, come nel caso del Torrente Carapelle.
