Parco Nazionale del Gargano: bocciato il rodiano D'Errico, iter da rifare
Ancora un nulla di fatto per la presidenza del Parco Nazionale del Gargano. La nomina di Vincenzo D’Errico, di Rodi Garganico, è stata nuovamente bocciata, questa volta dalla Commissione Ambiente del Senato, che, nella seduta di ieri, martedì 6 ottobre, ha espresso parere negativo sulla proposta del Governo.
Doppia bocciatura e il “cortocircuito” politico
È il secondo stop per D’Errico, già respinto l’8 luglio scorso dall’VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. In quell’occasione, 18 voti a favore del parere contrario, tra cui quelli dei deputati di Forza Italia Giandiego Gatta e Giorgio Lovecchio, avevano sancito il parere negativo. I deputati del Partito Democratico non avevano partecipato al voto. Un destino simile era toccato anche a Giuseppe Colucci per la presidenza del Parco dell’Alta Murgia.
Le opposizioni parlano di un “incredibile cortocircuito”, poiché la nomina era stata proposta dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Eppure, poco più di un anno fa, l’allora presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aveva già espresso l’intesa per D’Errico e per Colucci, pur considerandoli “riempitivi” in un quadro di presunte tensioni tra Forza Italia e Fratelli d’Italia sulle nomine.
Nuovo iter: la strada spianata per Di Mauro
Il parere negativo del Senato conclude l’iter, accelerato dal pronunciamento del Tar Puglia del 7 settembre, che aveva imposto al ministero di chiudere il procedimento entro 60 giorni. Ora, la procedura ripartirà da una nuova terna di nomi, per addivenire a una formale intesa con la Regione Puglia. La strada, salvo ulteriori colpi di scena, appare in discesa per l’attuale commissario straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele di Mauro.
